Benessere emotivo nella terza età

senior-3336451_1920Come professionista, mi capita di affrontare dei percorsi psicologici con persone della terza età, perchè dai 60 anni in su, ci sono degli eventi che possono minare il proprio benessere emotivo e che richiedono di ritrovare un nuovo equilibrio:

  • la menopausa/andropausa
  • l’andare in pensione
  • la nascita di un nipote
  • aspetti legati alla condizione fisica/di salute
  • aspetti relazionali della coppia

L’andare in pensione, ad esempio, può mettere in crisi la propria identità, perchè dopo molti anni in cui si vive quotidianamente la parte lavorativa, ci si trova a casa a doversi riorganizzare. È importante che si riesca a mantenere un’aspetto di socialità, perchè è possibile sentirsi giù di morale quando non si hanno più tante cose da fare come prima e non si è ancora trovato il modo per avere un ruolo o un compito. Spesso avere un ruolo o sapere che ci stiamo impegnando in qualcosa dà un senso alla nostra vita, e quando ne sentiamo la mancanza possiamo soffrire. Il sentirsi utili si riflette anche sull’autostima.

Con l’andare in pensione, aumenta il tempo passato con il partner e spesso questo causa la rottura di vecchi equilibri e l’apertura di nuove discussioni. E’ utile in questi casi ritrovare nuovi modi di stare insieme e ridefinire il progetto di coppia.

L’andare in menopausa per una donna, può essere vissuto con difficoltà rispetto ai cambiamenti fisici e ormonali che comporta e alla questione della femminilità: la donna è alle prese con nuovi significati legati alla propria identità e al proprio ruolo. Inoltre oggi sempre di più, con l’aumentare dell’età in cui si ha il primo figlio, l’andare in menopausa coincide con l’adolescenza dei figli e questo ancor di più incide sulla rappresentazione di sè.

La nascita di un nipote può portare a cambiamenti nelle relazioni e a nuove richieste da parte dei figli, richieste di vicinanza o lontananza. Interagire in questo nuovo e, a volte fragile equilibrio, può essere un problema. Anche l’avere a che fare con un neonato oggi, può portare con sé una sensazione di inadeguatezza o far riaffiorare ricordi passati rispetto alla relazione con il proprio figlio.

La condizione fisica può non essere più quella di una volta e può capitare di entrare in contatto con l’ambiente medico per visite, utilizzo di terapie farmacologiche o di sottoporsi a interventi, grandi o piccoli. L’aspetto psicologico può essere sottovalutato, invece è molto importante curare questa parte, per sentirsi più forti ad affrontare le sfide che ci troviamo davanti con più sicurezza.

Se vuoi confrontarti su questi temi, puoi prenotare una visita con la psicologa  presso lo Studio di Psicologia di via Marghera 6/B a Milano, chiamando  il numero 3381213793 o lasciando qui sotto la tua richiesta e le tue preferenze di orario.

 

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In casi particolari, quando le persone anziane hanno oggettiva difficoltà a spostarsi, a causa di vari impedimenti, la psicologa è disponibile ad effettuare visite domiciliari.

Per informazioni chiama il 3381213793

La crisi di coppia |Psicologa Milano

Se vuoi ascoltare una mia intervista a Radio Lombardia sulla relazione di coppia e su come “litigare bene” CLICCA QUI

Succede spesso, nelle coppie, che i partner vadano in crisi perché non si capiscono più o non riescono più a dialogare tra loro.

Si mettono allora in atto una serie di meccanismi come:
– lamentarsi
– criticare l’altro
– “far orecchie da mercante”
– fare il gioco del silenzio
– fare la vittima
– diventare aggressivi
– usare la tecnica “io ho ragione…tu hai torto”
– salire in cattedra e trattare il partner come un bambino

blue-jeans-blur-clothes-349494A volte si attribuiscono questi comportamenti alle differenze tra i partner e alle loro scale di valori.
In realtà, spesso, dietro a queste accuse reciproche si nascondono una serie di bisogni personali non soddisfatti, come ad esempio l’essere amati, riconosciuti, rispettati, capiti, accettati o il bisogno di esprimere liberamente il proprio pensiero, di avere la fiducia dell’altro.

Il primo problema è che spesso non si hanno chiari quelli che sono i propri bisogni e, come conseguenza, non è possibile comunicarli al partner.

Ma è possibile trasformare la crisi in qualcosa di utile e positivo? Sì, se la si gestisce nella maniera opportuna, cogliendola come un segnale di ricchezza e di diversità, come un’occasione per ridefinire la situazione, trovare nuovi equilibri e cercare nuovi stimoli di crescita.

Oggi sappiamo che, all’interno di un sistema biologico, la crisi è normale, anzi può avere un effetto di crescita poiché favorisce l’emergere di soluzioni nuove, diverse e a lungo andare più soddisfacenti rispetto ai problemi che ci troviamo davanti.
Risulta invece distruttiva ogni volta che si mettono in atto dinamiche parziali e fuori controllo, perché questo porta alla distruzione del sistema entro cui la crisi si è verificata.
La crisi non è negativa di per sé. Il grado di soddisfazione rispetto a noi stessi, la nostra autostima e il nostro benessere psicofisico possono dipendere però da come affrontiamo la crisi.

adult-beard-blur-953207Quando richiedere una consulenza psicologica di coppia?

Quando la relazione diventa conflittuale, aumentano le discussioni e le incomprensioni, così come la rabbia e la frustrazione personale.

 

Una relazione di coppia insoddisfacente o conflittuale può creare problemi di diversa natura che i partners si “trascinano” anche in ambiti diversi: lavoro, educazione dei figli, salute e benessere psicofisico.
Quando le coppie vivono una situazione di malessere o di conflitto che non riescono più a risolvere in modo autonomo, possono richiedere una consulenza di coppia.

I motivi per cui si richiede una consulenza sono molteplici. I più diffusi sono:

  • difficoltà di comunicazione
  • presa di decisione e progettualità
  • momenti critici e di passaggio (convivenza, matrimonio, gravidanza, nascita figli, adolescenza dei figli, separazione)
  • difficoltà sessuali
  • infertilità
  • malattia

Gli incontri di consulenza psicologica di coppia hanno l’obiettivo di fare chiarezza sui problemi specifici della relazione e sui propri vissuti personali, trovando le prime risposte su come si possono affrontare.
La fase di consulenza può terminare con l’indicazione del terapeuta di proseguire con una vera propria psicoterapia di coppia, una psicoterapia individuale o un percorso di sostegno genitoriale.
Una psicoterapia di coppia non cerca di trovare semplici soluzioni di compromesso tra le posizioni conflittuali dei due partner, ma di promuovere l’avvio di un percorso di crescita e di cambiamento personale, che incide sul modo di stare insieme.

È per questo che della conflittualità all’interno della coppia viene evidenziata la valenza positiva e costruttiva, in quanto occasione e strumento per trovare nuove soluzioni più funzionali all’evoluzione della relazione.

Per rispondere a una domanda che spesso mi viene fatta, l’obiettivo della psicoterapia di coppia non è quello di tenere unita la coppia!

Gli obiettivi della psicoterapia di coppia sono:

  • aiutare i due partner a superare il momento di stallo in cui si trovano e individuare le soluzioni più adatte per affrontarlo
  • aiutare a costruire nuove capacità di interazione con l’altro
  • aiutare i due partner ad analizzare le dinamiche relazionali in gioco e arrivare ad una maggiore consapevolezza di sé e della propria unione, per decidere se continuare a stare insieme o separarsi.

Con uno psicoterapeuta di coppia, i due partner possono esprimere e condividere pensieri e vissuti, collegando il periodo di crisi che stanno vivendo in quel momento all’intera storia della coppia.
E’ possibile arrivare a superare sterili discussioni e la rabbia che segna spesso questi momenti conflittuali.

Se vuoi richiedere un colloquio con la dott.ssa Maura Schiavetta, chiama il numero 3381213793 o compila il modulo qui sotto qui sotto:

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Andare dallo psicologo per ansia? A Milano, lo Studio di Psicologia di via Marghera

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L’ansia è un sintomo molto comune, che può portare un disagio consistente nella vita quotidiana, perché può colpire gli aspetti vitali dell’individuo come il sonno, l’appetito, il sistema gastrointestinale e le relazioni.

L’ansia può portare ad evitare certe situazioni e a limitare così la propria vita: può essere l’ascensore, l’aereo, le piazze, i concerti, ecc.. Se si esprime sul lavoro può causare un disagio quotidiano molto forte, con la sensazione di non poter scappare (una riunione, l’incontro con il capo o con i colleghi, ecc.).

Solitamente l’ansia si manifesta in un periodo specifico della vita, dopo o in vista di qualche cambiamento.

Vi racconto un esempio:

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Depressione post-partum: l’Home visiting può prevenirla?

Se trattata, la prognosi della depressione perinatale risulta tendenzialmente favorevole

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Che cos’è la depressione post-partum?
Molte donne fanno fatica a risolvere spontaneamente le difficoltà legate ai grandi cambiamenti e all’instabilità emotiva che la gravidanza e la maternità comportano, per diversi motivi.
In questi casi, si possono manifestare sintomi di diversa entità, da un grado più lieve di sofferenza emotiva a veri e propri disturbi d’ansia e depressione.
In particolare, la depressione post-partum è un disturbo dell’umore che si sviluppa dal 10 al 20% delle neo-mamme nei primi 6 mesi dopo il parto, ma i sintomi possono continuare fino a 1 o 2 anni di vita del bambino, se non viene trattata.

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Psicoterapia in gravidanza

woman-358779_1920Può capitare che le donne che vivono una gravidanza e/o il periodo del post-partum non riescano a risolvere
spontaneamente quelle difficoltà, preoccupazioni e vulnerabilità emotiva che fisiologicamente accompagnano questo periodo.
Può capitare che questo disagio emotivo prenda sempre più spazio dentro di sé, e arrivi a sviluppare sintomi di ansia, facilità al pianto, disturbi del sonno e dell’appetito, nervosismo, preoccupazioni sulle proprie capacità materne, senso di colpa o di inadeguatezza, ecc.

E’ necessario riconoscere i sintomi tempestivamente, per poterli risolvere. La cura di questo disagio è fondamentale per la salute della donna, il benessere familiare, la relazione madre-bambino e lo sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale del neonato, soprattutto nei primi mesi di vita.
Richiedere un supporto psicologico è una strada per affrontare i pensieri, i timori, le ansie e le paure che non se ne vanno da soli.

In una psicoterapia ad orientamento psicodinamico, durante il periodo perinatale si indaga il momento che la donna sta vivendo e come questo si inserisce nella sua storia di vita.
Che significato attribuisce alla gravidanza? Cosa si aspetta? Che tipo di cure ha ricevuto e che tipo di mamma vorrebbe diventare? : queste sono solo alcune delle domande a cui si risponde…
Il lavoro consiste nel partire dal vissuto delle donna, per capirne la sua origine e trovare le giuste strategie per risolverlo nel presente.

Una psicoterapia che utilizza l’approccio EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) risulta particolarmente efficace per la risoluzione adattiva di tutti i tipi di trauma, compresi quelli legati al tema della gravidanza e post-partum come lutto nel periodo perinatale, aborti spontanei, IVG, ecc.
Se vuoi richiedere informazioni chiama il numero 3381213793 o lascia la tua domanda qui sotto:

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Consulenza psicologica in gravidanza

 

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Durante il periodo della gravidanza e del post-partum, le neo-mamme possono riscontrare momenti di fragilità emotiva, che da una parte possono essere reazioni fisiologiche “normali” ai grandi cambiamenti da affrontare in un periodo così breve (solo 9 mesi di attesa e altrettanti di ri-equilibrio), e dall’altra possono trasformarsi in forme di ansia e depressione, prima o dopo l’arrivo del bebè.
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Studi aperti 2018

In occasione della Giornata Nazionale di Psicologia, 10.10.2018

Prenota il tuo colloquio gratuito nei giorni 10-11-12 ottobre 2018 presso lo Studio di Psicologia di via Marghera 6/B – Milano (MM Wagner) telefonando al numero 3381213793 o compilando il form qui sotto (indicando la preferenza di giorno e orario):

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