GRAVIDANZA

 

belly-expecting-female-41271.jpg

La gravidanza è un periodo di grandi cambiamenti, che comporta modificazioni così vistose e in tempi così brevi che non può essere paragonato a nessuna delle altre epoche di passaggio della vita femminile, come l’adolescenza o la menopausa.

Nei pochi mesi della gravidanza, infatti, si assiste ad una trasformazione fisica, psicologica, relazionale e sociale importante.

Dal punto di vista corporeo, tutto l’organismo si attiva per creare lo spazio fisico necessario e per garantire lo sviluppo del nuovo individuo, e ad una trasformazione psicologica altrettanto impegnativa, poiché la donna deve affrontare non solo la nuova realtà ma anche il riapparire di conflitti passati, in una situazione di influenze reciproche tra la sfera somatica e l’aspetto mentale, che faranno emergere una nuova organizzazione, coerente con il proprio livello di funzionamento.

La gravidanza, soprattutto la prima, rappresenta una vera e propria rivoluzione nella vita della donna e in quella di coppia, perché comporta profondi e radicali mutamenti che si legano inevitabilmente alla costruzione di nuovi equilibri, grazie ai piccoli e grandi adattamenti quotidiani.

L’evento nascita giunge in un determinato momento della vita e si pone come parte del lungo processo di crescita e maturazione dell’individuo poiché, determinando una vera e propria “crisi evolutiva”, segna il passaggio ad una fase più matura dello sviluppo.

Come ogni altro evento portatore di grandi cambiamenti, anche la gravidanza richiede la destrutturazione di vecchi modi di pensare e di agire, per avviare una ristrutturazione di nuovi modelli mentali e comportamentali, più consoni al nuovo contesto.

I cambiamenti legati alla gravidanza, infatti, determinano inevitabilmente una crisi personale nella donna, che perde principalmente la propria immagine di sé costruita in precedenza, quando, dopo le tempeste e le incertezze dell’adolescenza, si era conquistata una maggiore stabilità con lavoro, casa, rapporto di coppia, amici, ecc. Soprattutto la relazione di coppia è destinata a cambiare, poiché gli accordi ormai consolidati in precedenza devono lasciare il posto alla ricerca di equilibri più adatti alla nuova situazione.

Non è semplice accettare l’evidenza che nulla sarà come prima (il proprio corpo per la donna, il rapporto con il partner, le relazioni con i propri genitori, il ruolo nel proprio contesto familiare e sociale, ecc), ma elaborare il “lutto” per le cose perse è un passaggio necessario per predisporsi al nuovo e potersi ri-progettare integrando il cambiamento stesso.

Diventare genitori per la prima volta significa, infatti, sperimentare la fatica di lasciare modalità conosciute e accettare l’incertezza nell’affrontare situazioni nuove, per cui non si ha ancora un bagaglio di esperienze che accompagni in modo rassicurante, ma è solo attraverso le piccole inevitabili crisi quotidiane che questo bagaglio si potrà costruire giorno per giorno.

L’insieme di tutte le variabili ed il modo unico con cui la donna li gestisce, in base al proprio livello di coerenza, faranno percepire il periodo della gravidanza e l’inizio della maternità come una fase complessa, ricca di innumerevoli potenzialità evolutive, ma nel contempo aperta a rischi che non vanno sottovalutati.

Nel periodo della gestazione, infatti, si possono manifestare diverse forme di sofferenza che non si limitano alla depressione post-partum, come si è soliti pensare. In questa fase, sono diffusi anche disturbi d’ansia, in particolare attacchi di panico. In questi casi, è’ importante rivolgersi ad un medico o ad uno psicologo per condividere questi stati d’animo e poterli affrontare.

foto gruppo gravidanza

Molti studi scientifici e la pratica clinica hanno dimostrato che nel periodo perinatale si possono riscontrare momenti di fragilità emotiva, che possono essere fisiologici rispetto ai grandi cambiamenti che le donne devono affrontare in un periodo così breve, o assumere forme più consistenti fino ad arrivare ad ansia e depressione in gravidanza e nel post-partum.  Queste forme di disagio vanno pensate più come un continuum temporale (dal momento del concepimento al periodo dopo il parto, attraversando tutto il corso della gravidanza) e un continuum di gravità (da condizioni transitorie, alla psicopatologia vera e propria, fino a gravi situazioni di emergenza).

Sapendo che i disturbi d’ansia e dell’umore possono cominciare prima del parto e che la frequenza della depressione in gravidanza è comparabile a quella del post-parto, diventa molto importante riconoscere e trattare i disturbi ansiosi e depressivi durante la gestazione, per prevenirli o ridurli nel post-partum e per promuovere il benessere madre-bambino.

La sofferenza psicologica nel periodo prenatale può infatti avere un impatto negativo sia sulla salute mentale della madre dopo il parto, sia sullo sviluppo del bambino.

Dunque, sarebbe opportuno considerare la gravidanza come un momento complesso, composto da un periodo pre-, peri- e post-natale, in cui si possono manifestare diverse forme di disagio psicologico, e in cui sono coinvolti diversi fattori di rischio e di protezione, che possono acutizzare o mediare tali disturbi. Sono stati indicati come fattori di rischio per lo sviluppo di psicopatologia: una storia pregressa di depressione; vulnerabilità ormonale nella storia psichiatrica; ansia in gravidanza; gravidanza non programmata e/o non desiderata; difficoltà di relazione con il partner; inadeguato supporto psicosociale; recenti eventi di vita stressanti, ecc.

I fattori di protezione sono invece costituiti dai numerosi contatti che la donna intrattiene con le strutture sanitarie, quando si reca ad esempio all’ambulatorio ginecologico, fa esami di laboratorio o esami strumentali (ecografia-morfologica), partecipa al corso preparto o ad altri momenti di confronto con neo-mamme, effettua il ricovero per il parto e si reca alla visita ginecologica a 40 giorni dopo il parto. Tutti questi momenti costituiscono delle opportunità molto importanti per monitorare e prevenire l’andamento dello stato psicofisico della donna.

Per tutti questi motivi, è importante prendersi cura di sè e del proprio stato psicologico in gravidanza e nel post-partum, attivandosi per condividere vissuti spesso contrastanti e confrontarsi sull’esperienza della maternità.

Nello Studio di Psicologia di via Marghera 6/B a Milano, è possibile partecipare a colloqui individuali, sedute di coppia e incontri in piccolo gruppo (4/5 neo-mamme), con la Psicologa Maura Schiavetta.

Per informazioni, chiama il 3381213793 o lascia la tua domanda qui sotto: