Emotività in gravidanza e nel post-partum 

foto gruppo gravidanza

Molti studi scientifici e la pratica clinica hanno dimostrato che nel periodo perinatale si possono riscontrare momenti di fragilità emotiva, che possono essere fisiologici rispetto ai grandi cambiamenti che le donne devono affrontare in un periodo così breve, o assumere forme più consistenti fino ad arrivare ad ansia e depressione in gravidanza e nel post-partum.  Queste forme di disagio vanno pensate più come un continuum temporale (dal momento del concepimento al periodo dopo il parto, attraversando tutto il corso della gravidanza) e un continuum di gravità (da condizioni transitorie, alla psicopatologia vera e propria, fino a gravi situazioni di emergenza).

Sapendo che i disturbi d’ansia e dell’umore possono cominciare prima del parto e che la frequenza della depressione in gravidanza è comparabile a quella del post-parto, diventa molto importante riconoscere e trattare i disturbi ansiosi e depressivi durante la gestazione, per prevenirli o ridurli nel post-partum e per promuovere il benessere madre-bambino.

La sofferenza psicologica nel periodo prenatale può infatti avere un impatto negativo sia sulla salute mentale della madre dopo il parto, sia sullo sviluppo del bambino.

Dunque, sarebbe opportuno considerare la gravidanza come un momento complesso, composto da un periodo pre-, peri- e post-natale, in cui si possono manifestare diverse forme di disagio psicologico, e in cui sono coinvolti diversi fattori di rischio e di protezione, che possono acutizzare o mediare tali disturbi. Sono stati indicati come fattori di rischio per lo sviluppo di psicopatologia: una storia pregressa di depressione; vulnerabilità ormonale nella storia psichiatrica; ansia in gravidanza; gravidanza non programmata e/o non desiderata; difficoltà di relazione con il partner; inadeguato supporto psicosociale; recenti eventi di vita stressanti, ecc.

I fattori di protezione sono invece costituiti dai numerosi contatti che la donna intrattiene con le strutture sanitarie, quando si reca ad esempio all’ambulatorio ginecologico, fa esami di laboratorio o esami strumentali (ecografia-morfologica), partecipa al corso preparto o ad altri momenti di confronto con neo-mamme, effettua il ricovero per il parto e si reca alla visita ginecologica a 40 giorni dopo il parto. Tutti questi momenti costituiscono delle opportunità molto importanti per monitorare e prevenire l’andamento dello stato psicofisico della donna.

Per tutti questi motivi, è importante prendersi cura di sè e del proprio stato psicologico in gravidanza e nel post-partum, attivandosi per condividere vissuti spesso contrastanti e confrontarsi sull’esperienza della maternità.

Nello Studio di Psicologia di via Marghera 6/B a Milano, è possibile partecipare a colloqui individuali, sedute di coppia e incontri in piccolo gruppo (4/5 neo-mamme), con la Psicologa Psicoterapeuta Maura Schiavetta.

Per informazioni,

tel. 338.1213793

Scritto da: Dott.ssa Maura Schiavetta